Come migliorare la brand reputation con le app nel settore food
Che cos’è la brand reputation?
Come il buon nome di una persona è la stima in cui si è tenuti da altri, per brand reputation si intende la considerazione che il pubblico ha di un’attività commerciale e le aspettative ad essa collegate.
La reputazione di un marchio viene costruita poco alla volta, è stabile nel tempo ma può essere facilmente danneggiata se non viene mantenuta viva con impegno e voglia di rinnovarsi. Comunicare e creare una narrazione del proprio brand è molto importante, sia sul sito che sui social media. Consulta il nostro articolo sul Web Marketing nel settore food per approfondire questo tema
I valori dell’azienda vanno raccontati per creare un legame con il cliente.
Diversi studi di mercato ci svelano che il motore delle scelte di acquisto è l’emozione che il brand riesce a suscitare nel potenziale acquirente.
Più il cliente riuscirà a identificarsi nei valori trasmessi dall’azienda più le rimarrà fedele instaurando un virtuoso circolo di passaparola attraverso conversazioni tra amici, recensioni positive, condivisioni sui social e varie app.
Bisogna rimanere sempre in ascolto: è molto importante tenersi aggiornati ed essere ricettivi rispetto ai temi che stanno a cuore al pubblico.
Coinvolgere le persone e farle sentire parte di un progetto comune è un ottimo punto di partenza. Ad esempio il grande interesse verso la tutela dell’ambiente, già presente da anni e sfociato nel movimento #fridaysforfuture è stato amplificato dagli effetti del recente lockdown imposto dalla pandemia mondiale.
Il settore della ristorazione non è esente da questa eco-rivoluzione.
Vediamo insieme come applicare e comunicare sostenibilità in questo ambito.
La sostenibilità nel settore food.
I punti chiave per diminuire l’impatto ambientale sono tre:
- eliminare gli sprechi
- adottare un packaging plastic free
- privilegiare ingredienti di qualità a provenienza locale
La riduzione degli sprechi alimentari: il primo passo per una ristorazione eco-friendly
Combattere lo spreco alimentare ci pone di fronte a un duplice vantaggio: un parziale rientro del capitale investito per l’acquisto della materia prima e un buon ritorno di immagine.
La vendita a prezzo scontato di cibo invenduto o addirittura la donazione delle rimanenze o dei prodotti in scadenza è una tendenza che si è diffusa recentemente grazie ad alcune
piattaforme che ne facilitano la logistica.
Per citare una tra le più conosciute, TooGoodToGo è una app che rispolvera il principio della doggy bag e propone asporto di cibo a sorpresa tra l’invenduto della giornata a prezzi imbattibili. Il punto di forza dal punto di vista economico è che può decidere quali prodotti/piatti “svendere” e che si crea un espediente in più per far varcare la soglia del nostro locale da nuovi clienti. Simile è LastMinuteSottoCasa, una startup che mette in contatto i consumatori con le piccole medie imprese come bar, gelaterie, gastronomie e negozi che scontano i prodotti alimentari in scadenza. Lo stesso principio è applicato con successo da EcoFoodPrime, che consente di evitare lo smaltimento dell’invenduto offendo prodotti vicini alla scadenza o esteticamente meno appetibili a prezzi vantaggiosi.

BringTheFood e BitGood si occupano invece soltanto di donazioni, fornendo uno spazio di incontro tra domanda e offerta per ridurre al minimo gli sprechi. Mentre la prima è molto operativa in ambito locale , la seconda aggiunge a questo prezioso servizio la tracciabilità e la trasparenza necessarie a usufruire delle corrispondenti detrazioni fiscali.
L’app Regusto infine è la sintesi di tutte le precedenti: agevola sia le donazioni di cibo sia l’acquisto dell’invenduto nei ristoranti, con ecobag da asporto.
Il packaging eco-compatibile : una scelta vincente
Il packaging è uno dei punti di forza che un locale può sfruttare per differenziarsi dai competitor. Nello specifico ci sono tre variabili su cui riflettere: la scelta del materiale, il ridimensionamento del packaging e la riduzione degli imballaggi superflui.
Al centro dell’attenzione di tutti c’è la guerra alla plastica monouso e dal 2021 in Unione Europea saranno definitivamente banditi diversi prodotti usa e getta in plastica come posate, cannucce, bicchieri e piatti. Adeguarsi è d’obbligo e ci sono alcune linee guida da seguire per trovare gli imballaggi alternativi più adatti alle proprie esigenze.
Una grande opportunità è sicuramente l’eliminazione dell’imballaggio delle bottiglie d’acqua. Ci sono ormai moltissime soluzioni per evitare le bottiglie di plastica ed anche per risparmiare sui vuoti a rendere dei ristoranti. Una realtà che aiuta ad essere un ristorante sempre più #plasticfree è Hydra, una realtà torinese che fornisce una vasta gamma di erogatori d’acqua e che risponde a tutte le esigenze del mondo della ristorazione ed anche dei privati.
In definitiva, la ricerca di nuove soluzioni green deve certamente tener conto delle tre R: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare.
Il vuoto a rendere. le cannucce di pasta e altri involucri edibili sono solo alcune delle idee più estrose a cui ispirarsi.
Ripensare il packaging e la fornitura del proprio ristorante può anche diventare un’interessante sfida creativa e trasformarsi in un’occasione per rinfrescare il logo, progettare contenitori su misura e confezioni personalizzate che renderanno il brand molto più riconoscibile.
Molte imprese offrono soluzioni eco-compatibili e personalizzabili a prezzi accessibili online.
Inoltre le loro pagine social diventano una vetrina per i marchi che collaborano con loro.
Infatti comunicare le scelte dell’azienda in questo ambito è fondamentale soprattutto attraverso i social, per esempio informando sul corretto smaltimento del packaging.
Diversi hashtag come #zerowaste, #plasticfree e molte pagine a tema ecologico raccontano le realtà a basso impatto ambientale, consigliandole e promuovendole a costo zero. Il CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) lancia ogni anno un bando per l’eco-design degli imballaggi e premia i casi virtuosi: le aziende italiane si confrontano a colpi di miglioramento dei propri imballaggi, rivisti anche in chiave di riciclo e innovazione. Tra le app più conosciute c’è Mercato Circolare che in Italia mette a portata di click prodotti, aziende e servizi dell’economia circolare, soprattutto a livello locale.
Materie prime di qualità a provenienza locale
Un altro tema molto dibattuto è l’origine degli ingredienti, che nell’immaginario collettivo è sinonimo di una cucina più sana ed etica.
Privilegiare fornitori sul territorio può tagliare i costi di consegna delle forniture, creare una rete locale e ovviamente ridurre l’impatto ambientale.
Il chilometro zero diventa una filosofia per distinguersi dalla concorrenza e un incentivo all’acquisto per i clienti. Gli hashtag più pertinenti sono #km0, #slowfood, #filieracorta, #biologico, #ecobio e così via.
Inoltre il menu diventa il principale strumento per segnalare la provenienza delle materie prime e la loro freschezza, utile anche indicare i piatti vegetariani/vegani/senza glutine.
Come mettere in evidenza scelte impegnative come queste?
Per esempio attraverso due delle app più scaricate al mondo dedicate al mondo della ristorazione, come The Fork e TripAdvisor, che hanno inserito queste opzioni tra i filtri di selezione, oltre a segnalare anche l’accessibilità in sedia a rotelle.
Altre piattaforme meno popolari come Cucina Mancina dividono i ristoranti anche in base a parametri come bio, km0, zero spreco e così via premiando in questo modo le attività virtuose.
L’ acquisto delle materie prime a livello locale, la gestione delle eccedenze genera coinvolgimento e garantisce visibilità. Se vuoi saperne di più su come puoi avere più clienti nel tuo locale, leggi anche questo articolo .
Spendere meno e meglio, attirando una clientela di qualità.
Dare una svolta ecologica alla propria attività è una scelta di marketing etica e lungimirante: non ve ne pentirete!
Se ti interessa il Web marketing per ristoranti leggi il nostro articolo sulle su come aumentare i clienti di un ristorante.
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